giovedì 16 maggio 2013

Building Comics

BUILDING COMICS
Architetture della letteratura disegnata

25-28 aprile 2013

foto © Cristina Cusani
In occasione del XV Napoli Comicon dedicato a Fumetto & Architettura si è tenuta presso la Mostra d'Oltremare di Napoli l'esposizione Building Comics. Architetture della letteratura disegnata. Curata dall'infaticabile Alino (con qualche mio limitato contributo), Building Comics ha presentato in coerenza con il tema della manifestazione un quadro sorprendentemente vasto e tuttora inesplorato del modo in cui l'architettura è entrata ed entra nel fumetto sia come elemento informante che come influenza estetica e compositiva. A una parte generale impostata secondo un doppio criterio cronologico e geografico che poteva vantare la presenza di tavole originali di autori quali McCay, McManus, Herriman, Eisner, Chaykin, Hernandez, Panter, Millionaire, Saint-Ogan, Mézièr, Juillard, Ware (solo per citare alcuni esempi) sono stati affiancati tre focus principali dedicati agli autori ospiti: François Schuiten, Joost Swarte, Klaus.

foto © Cristina Cusani
L'apertura della mostra era affidata a quest'ultimo. Posizionate su un tavolo in truciolato grezzo e illuminate da una lampada a braccio mobile, le sue vignette caustiche sulla professione e sullo star system internazionale dell'architettura accoglievano i visitatori introducendo il tema stimolante dell'uso del fumetto nella critica architettonica.


Dopo una breve parte introduttiva "didattica" costituita da riproduzioni su forex, l'excursus storico partiva da una bellissima tavola di Silas (Winsor McCay) datata 1907 tratta dal suo Dream of the Rarebit Fiend, nella quale note icone architettoniche newyorchesi, tra cui il Flatiron Building tanto ammirato dal cartoonist statunitense, spiccano in un paesaggio urbano onirico regredito alla ruralità.

foto © Cristina Cusani
Nella lunga infilata di preziose tavole originali che conduceva alla sezione su François Schuiten e che in aggiunta ai nomi sopra citati contemplava anche maestri nostrani quali Manara e Baldazzini, si segnalava in particolare come interessante e rara curiosità la copia eliografica di un progetto di concorso di Attilio Micheluzzi per una stazione di servizio autostradale.

foto © Cristina Cusani
Nonostante François Schuiten abbia recentemente donato la quasi totalità dei suoi originali a prestigiose istituzioni francesi e belghe, la sezione dedicata a questo grande autore poteva orgogliosamente vantare la presenza di due tavole originali de La Théorie du Grain de Sable e di tre tavole originali de La fievre d'Urbicande.

foto © Cristina Cusani
Il materiale esposto era per la restante parte costituito da serigrafie rare e prove d'autore, produzioni a tiratura limitata legate principalmente all'immaginario architettonico del ciclo utopico-retrospettivo Les Cités obscures. Non mancavano gli spettacolari photo-dessins realizzati in coppia da Schuiten e dalla fotografa Marie-Françoise Plissart per celebrare l'uscita del volume La Douce.

foto © Cristina Cusani
Separata da una tavola di Chris Ware di grandi dimensioni tratta da Building Stories - opera cartotecnica che faceva mostra di sé in un'apposita teca - seguiva poi la sezione dedicata a Joost Swarte, anch'essa costituita principalmente dalle raffinate serigrafie dell'artista olandese, che si apriva opportunamente con l'affiche Attention Traveaux realizzata nel 1984 per la mostra parigina Architectures de Bande Dessinée.
Il tratto estremamente pulito e preciso di Swarte poteva essere ammirato in alcune tavole originali talmente perfette da apparire esse stesse delle stampe. La sua produzione architettonica, frutto della collaborazione con prestigiosi architetti di fama internazionale quali Mecanoo (Teatro Toneelschuur) e Christian de Portzamparc (Museo Hergé), era infine testimoniata da una serie di interessanti fotografie.

foto © Cristina Cusani
La mostra proseguiva con alcune tavole dei valvolinici Brolli, Jori e Carpinteri, efficace gancio con la mostra celebrativa dei 30 anni di Valvoline ospitata in una sala adiacente. Una serie di altri autori italiani (De Vita, Alemanno, Alberti, Brindisi, Lo Bocchiaro, Rossi, Giacon...) completava il percorso, giustapponendo spettacolarità, creatività e riflessione civile. La chiusura del persorso era affidata ai progetti elaborati da Blasco Pisapia per le ambientazioni dei fumetti Disney, efficace contrappunto alla breve parte introduttiva costituita dalle riproduzioni dei disegni delle architetture fantastiche di Antonio Sant'Elia ed Ettore Sottsass.

foto © Cristina Cusani
Se l'ingresso del salone che ha ospitato la mostra era dominato dall'installazione video degli architetti Spazi Multipli+Daz, che permetteva di ascendere virtualmente alla colossale architettura sospesa da loro ideata come immagine-manifesto del Comicon, al centro dell'ampio spazio era posizionata la "casa" di Archireality, declinazione a tema del contenitore progettuale Futuro Anteriore che vedeva quest'anno all'opera quattro giovani fumettisti impegnati sotto gli occhi dei visitatori nella realizzazione di altrettanti fumetti ispirati a questioni urbane e architettoniche.

foto © Cristina Cusani
Le sezioni dedicate a Schuiten e Swarte erano inoltre arricchite da interventi scenografici che dialogavano con le opere esposte. Fondali teatrali ispirati all'immaginivora Samaris richiamavano il simbolo della città presente nella serigrafia di Schuiten dedicata a Michel Ardan, mentre la S architettonica della copertina del volume Is That All There Is? di Swarte era riprodotta sotto forma di scultura a grande dimensione.

copertina Catalogo Comicon 2013
 Alla mostra ho contribuito con un testo di accompagnamento riprodotto anche all'interno del catalogo generale della manifestazione, un agile libretto di 72 pagine che ripercorre il nutrito programma degli eventi di questa edizione del Comicon.

Nessun commento: